Terriculum liminis custos

25Giu11

Luigi Russo Papotto, Terriculum liminis custos, particolare, 2011

Nella nostra società la scienza, la tecnologia, l’informatizzazione, le asserzioni del sapere scientifico eliminano ogni spazio di azione per tutto quello che non cade nell’ambito del controllo razionale, ma quando la scienza non riesce a dare risposte, anche ingannevoli, alle ansie , alle insoddisfazioni, agli interrogativi dell’uomo entra in gioco un modello culturale alternativo, entra in gioco l’arcano, la magia, la religione, il mito.

Già le culture primitive credevano nel mana, una antica forma di divino, una forza vitale latente  che esprime l’essere nell’essere, ciò che non è conoscibile, che rimane tale, ma a cui si tenta di dare una spiegazione.

Anche l’essere inanimato è dotato di una sua forza vitale sublimata.

Spetta all’anello di congiunzione tra il divino e l’ umano evocarla, riattivarla.

Terriculum liminis custos è il custode di un limite , di un perimetro che segna il confine tra bene e male, tra razionalità e irrazionalità, tra scienza e magia, tra realtà e sogno.

É  il dàimon intermediario tra l’uomo e la divinità, simbolo di una connessione tra luce, materia e ombra, tra cielo, terra e oltremondo; l’emblema di una simpatia cosmica che traccia corrispondenze e attribuisce senso all’essere nelle influenze che ogni accadimento genera nel mondo.

La guida che attraverso un percorso di conoscenza mistica dei segreti dell’universo   mette l’uomo in contatto con la divinità,  in una teurgia che è rito, danza, luce, sonorità, i bagliori nel buio di una razionalità oscura.

Vi sono certe divine potestà intermedie, abitanti negli spazi aerei fra la volta del cielo e le bassezze della terra: attraverso di loro i nostri desideri e i nostri meriti arrivano fino agli dei” (Apuleio, De deo Socratis, cap.6).

Al gigante guerriero spetta la sua parte  e, come succede a chiunque interpreti e rappresenti l’arcano, esso  genera la paura dell’inconoscibile e del mistero, il timore della iniziazione e della formula, la viva impressione dell’imponderabile vuoto, l’inanità della certezza.

Carmela Infarinato

RIDATECI LA TERRA

a cura di Anna Massinissa e Giuseppe Salerno

9 – 31 luglio 2011

Collettiva di artisti sul tema del rapporto tra città e ambiente naturale.

Interventi e installazioni presso i Giardini del Poio, Complesso del Buon Gesù, Fabriano, Ancona

Organizzazione: InArte con la collaborazione di Italia Nostra

Patrocinio: Regione Marche, Provincia di Ancona, Comune di Fabriano

Inaugurazione: sabato 9 luglio ore 12,00

COMUNICATO STAMPA

Luigi Russo Papotto, Terriculum liminis custos, particolare, 2011

Luigi Russo Papotto, Terriculum liminis custos, 2011

Foto di Paolo Cisilotto

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2 Responses to “Terriculum liminis custos”


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